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Tether ha comprato la Juventus e al TG non lo dicono.

  • 16 ore fa
  • Tempo di lettura: 6 min

La squadra più titolata d'Italia ha come secondo azionista un'azienda di criptovalute. Mentre il grande pubblico discute di formazioni e calciomercato, il mondo crypto sta silenziosamente acquisendo pezzi del sistema che tutti conoscono. Ecco cosa sta succedendo davvero.


La notizia che non ha fatto il giro dei TG


Prova a fare un esperimento. Chiedi a dieci persone qualunque chi è il secondo azionista della Juventus Football Club. Stai sicura che nove su dieci ti risponderanno con un nome sbagliato, un'alzata di spalle, o un "boh, qualche arabo?".


La risposta corretta è Tether l'azienda che emette USDT, la stablecoin più usata al mondo, con una capitalizzazione di mercato di oltre 140 miliardi di dollari.

Già. Un'azienda crypto. Il secondo azionista della Juventus.


Eppure questa notizia, clamorosa per chiunque conosca anche solo le basi del settore, è passata quasi inosservata al grande pubblico. Qualche titolo di giornale sportivo, qualche articolo di economia, poi silenzio. Come se non fosse successo niente di strano.


E invece qui c'è tutto il paradosso di cui dobbiamo parlare.


Cos'è Tether, per chi non lo sa ancora


Prima di tutto, mettiamo le basi per chi si avvicina a questo mondo per la prima volta.


Tether è l'azienda che emette USDT, una stablecoin cioè una criptovaluta il cui valore è ancorato 1:1 al dollaro americano. Non sale, non scende, non specula. Vale sempre un dollaro. Esiste per permettere di muovere valore sulla blockchain senza subire la volatilità tipica di Bitcoin o Ethereum.


Sembra banale. Non lo è.


USDT è la terza criptovaluta più diffusa al mondo per capitalizzazione, dopo Bitcoin ed Ethereum. Ogni giorno muove volumi di scambio superiori a quelli di Bitcoin stesso. È la liquidità del mercato crypto: il grande serbatoio da cui entrano ed escono miliardi di dollari ogni giorno, 24 ore su 24, 7 giorni su 7, senza banche, senza orari, senza frontiere.


Tether non è una startup. È un'azienda con 300 dipendenti che nel 2024 ha dichiarato 10 miliardi di dollari di profitto netto. Per capire la proporzione: Goldman Sachs, con decine di migliaia di dipendenti, ha fatto profitti simili nello stesso periodo.


Il CEO si chiama Paolo Ardoino, italiano. Il co-fondatore è Giancarlo Devasini, anche lui italiano. Due personaggi quasi sconosciuti al grande pubblico italiano, eppure come ha riportato la stampa finanziaria nel 2026 sono rispettivamente il primo e il quarto uomo più ricco d'Italia.


Hai letto bene.


Come Tether è entrata nella Juventus (a passi di gatto)


La vicenda è istruttiva non solo per i contenuti, ma per il metodo. Perché Tether non è arrivata alla Juve con fanfare e comunicati stampa. Ci è entrata in silenzio, come un giocatore che costruisce la partita senza che l'avversario se ne accorga.

Fase 1 — L'acquisto silenzioso (inizio 2025) Tether inizia ad acquistare azioni Juventus sul mercato borsistico, poco a poco. Nessun annuncio, nessun comunicato. Solo acquisti graduali. Quando la quota supera il 5%, scatta l'obbligo di comunicazione alla Consob — e solo allora il mondo lo scopre. Circa 48 milioni di euro per diventare il secondo azionista del club.


Fase 2 — La scalata al 10% e il primo seggio in CdA Tether non si ferma. Porta la quota al 10,12% e nomina due candidati per il Consiglio di Amministrazione. Francesco Garino, tifoso juventino da sempre, entra nel CdA come rappresentante di Tether. Un'azienda crypto siede al tavolo dove si decide il futuro della squadra più titolata d'Italia.


Fase 3 — L'offerta da 1,1 miliardi (dicembre 2025) Il 12 dicembre 2025, Tether fa il passo più audace: presenta a Exor la holding della famiglia Agnelli-Elkann un'offerta vincolante in contanti per acquistare l'intero 65,4% del club. Prezzo: 1,1 miliardi di euro. Tutto cash. Zero debito. Risorse proprie. Lo slogan del CEO Ardoino? "Make Juventus Great Again".


Exor rifiuta. La Juventus, dice Elkann, "non è in vendita". Ma Tether rimane comunque lì, con oltre il 10% del club e un seggio in consiglio.


Il paradosso che nessuno vuole vedere


Fermati un momento su questa immagine.


Un'azienda che la maggior parte degli italiani non sa nemmeno che esiste ha tentato di comprare la squadra di calcio più famosa d'Italia per oltre un miliardo di euro in contanti. E ci è andata vicina.


Non stiamo parlando di un hedge fund oscuro alle Cayman. Stiamo parlando di un'azienda che opera nello stesso settore di Bitcoin quello che molti ancora liquidano con "ma è roba per nerd", "è una bolla", "non ha valore reale".


Eppure quella roba lì ha quasi comprato la Juventus.


È questo il paradosso: mentre il grande pubblico ignora o sminuisce il mondo crypto, quel mondo sta silenziosa e metodicamente acquisendo potere, influenza e asset nel mondo reale quello fatto di stadi, squadre, banche, immobili, media e infrastrutture.


È come se per anni avessi ignorato il tuo vicino di casa perché ti sembrava strano e incomprensibile. E poi un giorno ti svegli e scopri che nel frattempo ha comprato il palazzo, il bar sotto casa e la palestra dove vai tu. E ora ti fissa da una posizione di forza mentre tu non capisci ancora bene chi è.


Non è solo la Juve: il crypto-potere si espande ovunque


La Juventus è la punta dell'iceberg. È l'esempio più visibile, quello che finisce sui giornali sportivi. Ma il fenomeno è sistemico e riguarda ogni settore.


Nel mondo dello sport: Binance è sponsor della Ligue 1 francese. Crypto.com ha messo il suo nome sull'ex Staples Center di Los Angeles. Socios.com ha portato i fan token in decine di club tra cui Barcellona, Paris Saint-Germain, Inter. Il mondo dello sport è già crypto, che tu lo sappia o no.


Nel mondo della politica: Le grandi aziende crypto tra cui Tether sono tra i principali sostenitori di movimenti politici negli Stati Uniti e non solo. La correlazione tra crypto e politica libertaria e trumpiana non è casuale: è strategica.


Nel mondo della finanza tradizionale: Bitcoin è oggi parte dei portafogli di fondi pensione, banche d'investimento e fondi sovrani. BlackRock, il più grande gestore di asset al mondo, ha lanciato un ETF Bitcoin. Non è più la finanza alternativa: è la finanza.


Nel mondo delle infrastrutture: Tether stessa ha dichiarato di investire in intelligenza artificiale, biotech, robotica, energia e logistica. Non è più solo una stablecoin: è un conglomerato industriale costruito su una base di liquidità digitale che il sistema tradizionale non è ancora in grado di regolare completamente.


"Ma allora il crypto è una cosa seria?"


Questa è la domanda che ci sentiamo fare spesso. E la risposta è: lo è sempre stata. Non da oggi.


Il problema è che per anni il racconto mainstream sul crypto è stato distorto in due direzioni opposte, entrambe fuorvianti:


Da un lato la narrativa dell'arricchimento facile quella dei meme coin, degli influencer che pompano token spazzatura, delle promesse di rendimenti impossibili. Quella roba non è crypto: è truffa con un vestito digitale.


Dall'altro la narrativa del rigetto totale "è una bolla", "non vale niente", "è roba da criminali". Una posizione pigra, che non si è mai fermata ad analizzare la tecnologia sottostante, la sua logica economica, il suo impatto reale.


La verità è nel mezzo, ma tende molto più verso la serietà di quanto il grande pubblico creda. Bitcoin esiste da 16 anni. Ha attraversato crolli dell'80%, scandali, ban governativi, furti di exchange. Ed è ancora qui, con una capitalizzazione di mercato nell'ordine dei miliardi. Non è sopravvissuto per caso.


La blockchain è una tecnologia che ridisegna come funziona la fiducia in un sistema distribuito. Non ha bisogno del tuo consenso per esistere. Sta già funzionando.


Perché questo ti riguarda, anche se non sei un investitore


Forse stai pensando: "ma io non voglio investire in crypto, cosa me ne importa?"

Te ne importa per lo stesso motivo per cui ti importa sapere come funziona il sistema bancario, anche se non sei un banchiere. Perché queste dinamiche influenzano il valore dei tuoi risparmi, la stabilità del sistema finanziario che usi ogni giorno, e le regole del gioco economico in cui vivi.


Tether possiede USDT per oltre 140 miliardi di dollari. Queste stablecoin sono parzialmente garantite da titoli di Stato americani. Tether è oggi uno dei maggiori detentori di Treasury USA al mondo più di molti stati nazionali. Se domani Tether avesse un problema, le onde d'urto sui mercati finanziari tradizionali sarebbero reali e immediate.


Non è fantascienza. È il sistema in cui viviamo già.


Allo stesso modo, se non capisci la differenza tra una stablecoin e un token speculativo, tra un exchange custodial e un wallet personale, tra un progetto serio e uno schema Ponzi con una blockchain sopra sei vulnerabile. Non al futuro: all'oggi.


Informarsi non è un optional: è autodifesa finanziaria


Il mondo crypto non aspetta che tu sia pronto. Si muove, cresce, acquisisce potere e influenza mentre la conversazione pubblica è ancora ferma a "ma Bitcoin non è illegale?".


Tether che tenta di comprare la Juventus per un miliardo cash è solo l'esempio più plateale di un trend che si vede ovunque, se si sa dove guardare.


International Crypto Academy (ICA) esiste proprio per questo: per dare alle persone gli strumenti per capire questo mondo senza farsi abbagliare dalle luci al neon dello speculazione, e senza restare ciechi per paura di scottarsi.


Non promettiamo rendimenti. Insegniamo a capire: come funziona la tecnologia, come si custodisce il proprio valore in modo sovrano, come si riconosce una truffa da un progetto reale, come si legge la blockchain per sapere dove vanno davvero i soldi.

Perché la differenza tra chi capisce e chi non capisce, in questo mondo, non è una questione di intelligenza. È una questione di accesso all'informazione giusta.

E quella informazione, oggi, puoi averla, Gratis. Accedi ora al Corso Gratuito.


 
 
 

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